Fonti del Clitunno

Fonti del Clitunno, Trevi

Le Fonti del Clitunno non sono altro che un giardino di acque nato dalle sorgenti del fiume Clitunno che qui crea un laghetto dalle acque limpidissime con riflessi smeraldo.

Fonte d’ispirazione di personaggi come Properzio, Plinio, Virgilio, Byron e Carducci, sono formate da  sorgenti sotterranee che fuoriescono da fessure della roccia, in alcuni momenti visibili proprio nel fondo del laghetto.

Questo incantevole specchio d’acqua, dai colori intensi e cangianti, è ricco di numerose specie vegetali come fanerogame, coda di cavallo, muschio, nasturzio acquatico… che creano un aspetto suggestivo e icantato, grazie anche alla fitta vegetazione, composta principalmente da salici piangenti e pioppi, che circonda le rive.

Queste sorgenti secoli fa, come ricorda anche Plinio, erano talmente copiose da formare un grande fiume navigabile fino a Roma, proseguendo con il Tevere. Ma il violento terremoto del 440 d.C. ne modificò talmente tanto la geografia che gran parte delle vene furono disperse.

Ad oggi il Clitunno resta una tra le più cospicue sorgenti dell’Umbria, con la portata di 1300-1500 litri al secondo.

L’assetto attuale lo dobbiamo all’opera del Conte Paolo Campello della Spina che, tra il 1860 e il 1865, creò questo caratteristico laghetto piantovi intorno pioppi e salici piangenti.

Oltre alla fauna ittica, si possono ammirare cigni e alcune specie di volatili acquatici.

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