Allerona

Allerona veduta aerea

PROVINCIA: Terni

WEB: sito istituzionale

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Allerona deve probabilmente il suo nome a lerone o lallerone, termine dialettale usato per indicare il corbezzolo, specie arborea presente in grande quantità nei boschi che circondano l’abitato. L’assetto urbano del borgo ricorda le sue origini di castello medievale assoggettato alle famiglie orvietane dei Monaldeschi e Filippeschi. Dell’antica costruzione medievale, il borgo conserva la struttura architettonica con mura di cinta, porte di ingresso e, naturalmente, la posizione su un’altura che domina il paesaggio circostante. Distrutto tra il 1494 e il 1495 dalle truppe di Carlo VIII, il borgo riuscì a risorgere, come testimoniato dallo Statuto Comunale del 1585.

Allerona, situata a 472 metri s.l.m. offre al visitatore un suggestivo sguardo panoramico sulle sottostanti bellezze paesaggistiche: il versante a est è caratterizzato da campi lavorati e dai suggestivi calanchi argillosi dove, due milioni di anni fa, nuotavano capodogli e balene. Il versante ovest è invece occupato dai boschi incontaminati dell’area naturale protetta Selva di Meana, in mezzo alla quale spicca il gioiello liberty di Villa Cahen, costruzione imponente circondata da quattro giardini che formano un unico parco progettato dai paesaggisti Henri e Achille Duchêne.

Entrando nell’abitato, da Porta del Sole o da Porta della Luna, si raggiunge il punto più alto, dove si trova la Chiesa di Santa Maria Assunta risalente al XII secolo, ristrutturata alla fine del 1800 con cantoria, altari, balaustre e pulpito in terracotta e finestre in fine alabastro. La chiesa si affaccia su Piazza Santa Maria, dove si trova anche il massiccio Palazzo Visconteo e un insolito edificio circolare in mattoni chiamato Burò. Si tratta, in effetti, di una grossa cisterna dove anticamente era raccolta l’acqua che poi serviva al fabbisogno del paese. Con l’introduzione del moderno acquedotto, il Burò ha cessato la propria funzione ed è diventato uno spazio espositivo dal nome di Sala dell’Acqua, utilizzato per mostre e vernissage.

Di particolare interesse è l’area archeologica di Sant’Ansano, dove sono visibili i resti di due monumenti funerari di epoca romana in pietra e laterizio. Interessante da visitare è il Museo dei Cicli Geologici allestito nel 2011 nella sede dell’ex Dopolavoro e nel tempo aggiornato e incrementato con la finalità di migliorare la comprensione del territorio. La scoperta, unica al mondo, di ambra grigia fossile (Ambergrisichnus alleronae) nel territorio alleronese è divenuta il punto di partenza per illustrare la storia geologica e i paleo-ambienti marini del Pleistocene inferiore (Quaternario). Gli abitanti di questi ambienti – ospiti occasionali e locali, faune opportuniste, squali, molluschi, microfaune e comunità microbiche – furono attratti dalla presenza di grandi carcasse di cetacei adagiate sui fondali marini. La testimonianza di un mondo marino altamente specializzato giunge a noi tramite gli abbondanti reperti fossili di invertebrati e vertebrati e ci permette di ricostruirne lo scenario.

Tra gli eventi tradizionali vi sono il Presepe vivente (26 dicembre) il Festival Nazionale di Teatro Amatoriale Stella d’Oro (fine luglio e prima quindicina di agosto) e la Festa di Sant’Isidoro (terza domenica di maggio) con la sfilata dei tradizionali Pugnaloni, carri allegorici con riproduzioni in legno e terracotta della vita agricola e del lavoro dei campi. Degno di nota è La notte delle Storie, evento che si svolge verso la metà di agosto: è una serata di racconti per bambini lungo le vie del borgo, trasformato, per l’occasione, in una location delle fiabe.

Tra i prodotti tipici si annoverano olio d’oliva, zafferano, legumi, insaccati e un’ampia varietà di vini.

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