Acquasparta
PROVINCIA: Terni
WEB: sito istituzionale
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Attraversata dalla via Flaminia, Acquasparta è famosa per la ricchezza idrica del suo territorio e per la sua vocazione termale: i Romani la chiamavano Acquas Partas, poiché posta tra le sorgenti di Amerino e di Furapane. Il borgo, nel Medioevo, faceva parte delle cosiddette Terre Arnolfe: di quel periodo sono ancora visibili la cinta muraria e la Porta Vecchia. È però con Federico Cesi II il Linceo che Acquasparta raggiunge il suo massimo splendore: il duca impianta, a Palazzo Cesi, la sede dell’Accademia dei Lincei, fondata da lui e tre amici nel 1603 per studiare le scienze della natura in modo sperimentale e senza pregiudizi.
Palazzo Cesi era stato realizzato nel secolo XVI sopra i resti dell’antica rocca, distrutta nel 1500 nel famoso Sacco di Acquasparta. L’architettura risente del retaggio militare degli Alviano o Liviani; nel cortile si trovano i giardini e la torretta dove il principe era solito ritirarsi. L’interno è decorato con affreschi e soffitti lignei a cassettoni; nella sala del trono vi è una dedica a Galileo, ospite del duca nel 1624, che affidò all’Accademia la pubblicazione del suo Saggiatore. Oggi il palazzo è diventato un museo, in cui si possono ammirare la ricchezza e la qualità delle decorazioni; i decori e gli affreschi narrano la nobile discendenza della casata con immagini ispirate alle Metamorfosi di Ovidio e alle Vite di Plutarco. Le spoglie di Federico Cesi riposano nella pregevole Cappella Cesia, nel complesso della Chiesa di Santa Cecilia (XVIII sec.).
Il borgo sorprende anche per il peculiare itinerario delle Porte del Morto, che permette di andare alla ricerca delle 14 piccole porte – in gran parte murate – dove la tradizione vuole che riuscissero a passare solo i morti. Le porte sono segnalate da formelle in terracotta con inciso il fiore della vita, antico simbolo di resurrezione poi adottato dai templari per marcare i siti di passaggio dei pellegrini diretti verso la Terra Santa o ad Assisi, passando lungo la vicina Via Flaminia.
Vale una visita anche la Chiesa del Santissimo Sacramento, museo di oggetti liturgici e documenti storici, che contiene un mosaico romano proveniente da Carsulae. Sul colle alto troviamo la Chiesa di San Francesco con il Convento, oggi Casa della Cultura, voluta da Matteo d’Acquasparta, grazie al quale il borgo è tra i 70 siti citati da Dante nella Divina Commedia.
I Monti Martani che abbracciano la vallata offrono sentieri che si snodano lungo paesi, fontane, rifugi, ruderi e conventi, perfetti per rifocillare la mente e per il corpo: un esempio è il suggestivo borgo fantasma di Scoppio, o Portaria, da cui si accede alla Strada delle Pecore, una via di transumanza di origine preromana che parte dal parco archeologico di Carsulae e arriva a Lago di Firenzuola passando per Macerino, il suggestivo paese di pietra rosa. Presso il lago è visibile anche il Palazzaccio, ciò che resta del castello dei Cesi.
Non mancano testimonianze romane come le catacombe di San Faustino e il Ponte Fonnaia, mentre le frazioni di Rosaro e Configni offrono due punti di vista spettacolare su tutta la valle tuderte da cui ammirare il miglior tramonto del territorio.
L’evento principale è la Festa del Rinascimento (primi 15 giorni di giugno) con tre contrade che si sfidano in giochi, spettacoli teatrali, gara del piatto e le taverne con menu rinascimentali. Il Corteo con 500 figuranti apre l’evento. Prima di lasciare Acquasparta, è d’obbligo assaggiare i picchiarelli serviti con sugo piccante, i prodotti della zona come olio, formaggio, tartufo e castagne, nonché l’acqua dell’Amerino – o acqua di San Francesco – celebrata per la sua efficacia contro calcoli, gotta e acidi urici.
Infine, il borgo è anche un Comune Amico delle Api: già nel 1625, nell’Apiarium dei Lincei, si dichiarava che il territorio tra Portaria e Acquasparta era il luogo ideale per allevare le api. E sembra che sia ancora così.










