Montecchio
PROVINCIA: Perugia
WEB: sito istituzionale
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Situato su un’altura che domina la valle del Tevere, il paese di Montecchio conserva ancora intatto il carattere di borgo medievale, con i suoi piccoli e curiosi vicoli e le poderose mura di cinta.
Le prime fonti scritte su Montecchio risalgono al 1154. Il nucleo originario del castello, posto tra le città dominanti di Todi e Orvieto, risale al 1165 circa a opera della famiglia Chiaravalle di Todi. Da Piazza della Concordia si accede alla Porta sud-est, un tempo unica porta di accesso al castello, e ci si addentra negli stretti vicoli del borgo.
La chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta fu edificata già a partire dal 1400 ed è costituita da una sola navata; successivamente, fu ampliata.
Passeggiando tra le strette mura dell’antico borgo, sulle porte d’ingresso delle case sono visibili stemmi con un sole radiante, la croce e le lettere I.H.S. (Jesus Hominus Salvator): si tratta della testimonianza del passaggio in predicazione del frate francescano San Bernardino, nel 1426, poi assurto a patrono del paese. In antichità il territorio di Montecchio era occupato da una popolazione di origine italica (VI e IV sec a.C.), che proprio in corrispondenza dell’attuale borgo doveva avere il proprio insediamento: lo testimonia la presenza di un’importante necropoli, scoperta dall’archeologo Domenico Golini intorno alla metà dell’Ottocento. Grazie alla posizione strategica, vicina al fiume San Lorenzo, essi poterono praticare un ampio commercio fluviale, entrando così in relazione con le popolazioni che abitavano la riva destra del fiume, ovvero con gli Etruschi. La Necropoli del Vallone San Lorenzo si presenta di notevole livello e pregio: le tombe si allineano in fitta successione e su diversi livelli, a testimonianza di una popolazione di vaste dimensioni e di un diffuso benessere. Le sepolture sono tutte a camera, scavate nel matile – una roccia sedimentaria di tipo fluviale – e in genere sono costituite da un dromos (corridoio) a cielo aperto, al quale segue l’ambiente funerario vero e proprio, quadrangolare, con banchina funebre perimetrale e corredi. I defunti venivano deposti sulle banchine senza l’uso di casse, in posizione supina, gli uomini nudi a fianco di una lancia, mentre le donne indossavano una lunga tunica fermata da fibule in ferro e avevano le chiome acconciate con spiraline d’oro e d’argento. Le banchine laterali erano destinate alla deposizione dei corpi, mentre quella al centro accoglieva il corredo funerario, composto da servizi di piatti, ciotole, vasi e coltelli: oggetti di uso comune che erano stati loro accanto nella vita terrena. La chiusura delle tombe è realizzata mediante enormi blocchi di travertino. L’area in cui si trova la necropoli rappresenta anche un tesoro dal valore ambientale e naturalistico che, sommandosi all’interesse archeologico, dona alla zona una straordinaria suggestione.
L’Antiquarium Comunale di Tenaglie, piccola frazione a pochi km dal centro abitato di Montecchio, ospita una collezione del materiale di corredo della necropoli, in particolare fibule, anelli, spade, vasellame e buccheri.
A partire dal 2017, grazie a un accordo tra l’Amministrazione Comunale e l’Università degli Studi di Perugia, sono iniziate nuove indagini che hanno portato a sensazionali scoperte, grazie al ritrovamento di una nuova area sepolcrale, ancora sconosciuta, che amplia ancor di più i confini della già estesa necropoli.
Un vasto patrimonio di paesaggi, con una natura pressoché intatta, storia e tradizioni fanno di Montecchio un luogo magnifico. Numerosi sono i sentieri ideali per il trekking. Eccellente è la produzione di olio extravergine d’oliva, di vino e castagne. La gastronomia è particolarmente ricca, con piatti tipici della cucina umbra e con una lavorazione delle carni suine altamente specializzata.




