Montefalco

Montefalco

PROVINCIA: Perugia

WEB: sito istituzionale

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Definita Ringhiera dell’Umbria per la sua posizione collinare al centro della valle umbra nord, Montefalco trae il suo nome dalla caccia al falcone praticata da Federico II di Svevia che qui soggiornò nel XIII secolo. Un colle suggestivo intriso di storia, cultura e che risulta essere pervaso da un fascino medievale ancora inalterato. Il borgo è noto al mondo per il suo Sagrantino, prodotto DOCG, ottenuto con le sole uve dell’omonimo vitigno autoctono, dalle quali si produce anche il Sagrantino Montefalco Passito DOCG e il Montefalco Rosso DOC; celebri anche i bianchi prodotti nella zona, quali il Montefalco Bianco DOC e il Trebbiano Spoletino.
Il carattere medievale di Montefalco si lascia riconoscere dalle mura difensive, ancora visitabili e intervallate dalle porte d’accesso al borgo. Porta Sant’Agostino, il principale accesso alla città, presenta ancora le tre feritoie usate dai balestrieri, i merli di epoca romantica e il ballatoio gettante dove si trovavano le guardie. Varcando la porta, che ancora all’inizio del Novecento veniva chiusa da solidi battenti di legno, si apre davanti al visitatore il corso principale, vivace e animato, ricco di negozi, enoteche, ristoranti. Porta Federico II (detta anche Porta San Bartolomeo) deve invece il suo nome al passaggio in città dell’imperatore nel febbraio 1240: lo stemma dell’impero che ancora campeggia sopra l’arco. La strategica Porta della Rocca permetteva di accedere alla zona fortificata di Montefalco, posta su un punto dal quale si gode di una magnifica vista d’insieme sulla Valle Umbra nord, che va da Perugia a Foligno, oltre alla zona di Gualdo Cattaneo. Da Porta Camiano è possibile invece ammirare tutta la parte sud della Valle Umbra, da Trevi fino a Spoleto. È la più antica porta della città, con ancora inciso il vecchio stemma comunale, in uso fino al 1442. Per finire, Porta San Leonardo interrompe il tratto di mura erette a protezione degli insediamenti religiosi di Montefalco. Un giro breve che in realtà è un viaggio nel tempo, per rivivere tutta la storia della città: dalle sue origini, quando la città era chiamata ancora Coccorone, passando per il Medioevo e il Rinascimento, fino ai giorni nostri.
Costeggiando le mura svetta la Chiesa di Santa Chiara della Croce e il monastero di clausura, visitabile su richiesta. All’interno del Santuario sono custodite le spoglie della Santa e la Cappella di Santa Croce, decorata da artisti della Scuola umbra. Il centro storico ha una struttura radiocentrica che mira alla perfezione urbanistica: le principali vie convergono verso Piazza del Comune, dove si affacciano numerosi edifici come il Palazzo Comunale, l’Oratorio di Santa Maria di Piazza e il Teatro San Filippo Neri. La parte più antica, Porta Camiano, custodisce antichi vitigni: le mura sono infatti decorate con vigne domestiche che mostrano il forte legame con la vite, simbolo e ricchezza del borgo. La celebre Chiesa museo di San Francesco è sede del Museo Civico, articolato su diversi spazi espositivi: il più importante è custode del ciclo di affreschi sulla Vita di San Francesco di Benozzo Gozzoli e della Natività del Perugino. Grazie alla sua strategica posizione, il borgo offre numerosi punti panoramici: nelle giornate limpide e ventose, il paesaggio si fa così nitido e ampio da sembrare senza fine. Seguiamo l’orizzonte con lo sguardo e riconosciamo Perugia, Assisi, Spello e Bevagna, il profilo del monte Subasio e l’armonia delle colline che circondano la vallata.
Anche l’artigianato riserva piacevoli sorprese come i pregiati tessuti di Montefalco in lino e cotone. Per assaporare il borgo, non si perdano eventi come Sapori e Colori delle Terre del Sagrantino a Pasqua, L’agosto Montefalchese e la Fuga del Bove, Enologica e la Festa della Vendemmia. La cucina locale è ricca di piatti gustosi come gli arrosti, l’agnello e la tagliata di chianina, rigorosamente accompagnati da un buon calice di Sagrantino.

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