Nocera Umbra

Nocera Umbra

PROVINCIA: Perugia

WEB: sito istituzionale

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Occupata prima dagli Umbri, poi dai Romani e dai popoli Longobardi, distrutta poi dalle truppe di Federico II, contesa tra conti e duchi e vittima di eventi naturali, Nocera Umbra è stata ogni volta ricostruita ottemperando a esigenze diverse nel corso dei secoli, seguendo le volontà della roccia più che un preciso disegno dei costruttori. La posizione, i suoi oltre 500 metri di altitudine e una combinazione unica di fattori ambientali, hanno favorito insediamenti umani fin dalla Preistoria, tanto che sono state ritrovate, nel 1986, alcune schegge di pietra lavorata risalenti a circa 500.000 anni fa. Il nome Nocera (Noukria), che in lingua osco-umbra significa Nuova Rocca o Nuova Costruzione risale al VII secolo a.C. con la creazione della Via Flaminia Roma-Fano (220 a.C.); più tardi del diverticulum (scorciatoia) Nocera-Ancona, divenne la VI statio (fermata) lungo la via consolare. Con le guerre sociali venne elevata a Municipium. La città sposò la fede cristiana nel V secolo, diventando una delle più importanti diocesi montane del territorio e assoggettando anche i territori di Tadino, Plestia e Sentino.

La Flaminia segnò il destino della città, quando i Barbari si riversarono su Roma attraverso le strade consolari. Con l’arrivo dei Longobardi, nel 571, Nocera Umbra divenne prima una Arimannia, ovvero una postazione militare di avamposto sicuro per il Ducato di Spoleto, e poi un Castaldato, mentre in buona parte del territorio furono fortificati una serie di castelli. La grandezza dei Longobardi è ancora visibile oggi nella Necropoli del Portone, scoperta nel 1897, dove vennero alla luce centosessantacinque tombe. Nel 1371 vennero scritti nuovi statuti comunali; nel 1393 fu data in vicariato ai Trinci di Foligno e più tardi il Cardinale Giovanni Vitelleschi la riportò sotto il dominio diretto dello Stato Pontificio.

Nel Rinascimento la città inizierà a conoscere una certa fama – e un certo flusso turistico – grazie valorizzazione dellAcqua Bianca o Santa detta anche Angelica, apprezzata e conosciuta in tutto il mondo. Il 15 settembre del 1860, la XIII divisione sarda entrò a Nocera Umbra e sancì l’annessione della città al Regno d’Italia.

Nocera Umbra è un borgo che si lascia visitare senza sentire la fatica dei suoi saliscendi. Prima di entrare nel centro storico destano interesse due fontanelle del 1866, al di sopra delle quali sono affisse due targhe commemorative, una del medico naturalista letterato Francesco Redi e l’altra della poetessa Alinda Brunacci Brunamonti, che esaltano le qualità saluberrime dell’acqua di Nocera Umbra. Si arriva quindi all’ingresso del centro storico, dove una porta del 1200, Porta Vecchia – che, negli statuti nocerini del 1371, è citata come Porta San Francesco in onore di un miracolo compiuto dal Santo di Assisi nei suoi pressi – consente l’accesso alla parte più antica della città, caratterizzata da vicoli.

Oltrepassata la Porta Vecchia si diramano le due vie più importanti del centro storico: il Corso Vittorio Emanuele (Borgo grande) e via Tullio Pontani (Borgo Piccolo). Sulla destra di Piazza Blasi si apre la seicentesca via I Portici, costruita sopra le vecchie mura e caratterizzata da aperture a tutto sesto, che conduce alla chiesa ottocentesca San Filippo: da qui, tramite la via San Martino, si possono raggiungere i lavatoi, costruiti negli anni ’30.

Terminata la salita del borgo, si arriva nella piazza più grande del centro storico, Piazza Caprera, dove da secoli si concentra larga parte della vita politica, religiosa e culturale. Su questa caratteristica piazza si affaccia la Chiesa di San Francesco, che ospita la ricchissima Pinacoteca Comunale. Salendo ancora, prima di arrivare nel punto più alto dell’acropoli – dove si ergono maestosamente la Cattedrale Santa Maria Assunta in Cielo e la Torre Civica – si incontrano altri due scrigni culturali: il museo archeologico (Ex Palazzo Comunale) e la biblioteca Piervissani, senza dimenticare il Palazzo vescovile e il Seminario diocesano.

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