Norcia
PROVINCIA: Perugia
WEB: sito istituzionale
If you see this after your page is loaded completely, leafletJS files are missing.
A Norcia si unisce il sacro e il profano: terra di San Benedetto e del tartufo, è un luogo che, con le sue mura risalenti al XIII secolo a forma di cuore e le otto antiche porte, resta ben ancorato nella memoria del visitatore. Adagiata in Valnerina, ai piedi dei Monti Sibillini, genuina ed elegante, fu importante centro strategico sabino che trasse il nome da Northia, divinità propiziatrice di fortuna venerata dagli Etruschi. L’antico villaggio sorgeva sulla parte più alta dell’odierno abitato, la cosiddetta area di Capo la Terra ma, intorno al 300 a.C., i Romani arrivarono e lo conquistarono nonostante la resistenza del popolo sabino. Una piccola curiosità: Numa Pompilio, secondo re di Roma, era originario di queste parti. Nel III sec. d.C. il Cristianesimo giunse in Umbria e nel 480 nacquero a Norcia i santi gemelli Benedetto e Scolastica. Il borgo umbro diventò così la patria di colui che riformò il Cristianesimo e che inventò il monachesimo occidentale, oggi patrono d’Europa. Dopo essere finita sotto il Ducato di Spoleto, intorno all’anno 1000 Norcia entrò a far parte dello Stato Pontificio, ma lo spirito indipendentista ebbe la meglio e, nella seconda metà del 1100, si costituì come libero comune. Il terremoto del 1328 ne stroncò le ambizioni di espansione e la fece tornare sotto il Papato; nel 1569 fu scelta come sede della cosiddetta Prefettura della Montagna e dominò molti comuni circostanti. Il 1600 fu un secolo di forte fermento artistico ed edilizio, ma nel 1703 e nel 1730 due sismi la rasero al suolo, cancellando quasi tutto quello che era stato costruito nei secoli precedenti. La storia di Norcia è legata a quella dei numerosi terremoti che l’hanno colpita nel corso del tempo, l’ultimo nel 2016.
Il cuore della città è Piazza San Benedetto, in cui domina, con fare paterno, la statua del santo e dove si affacciano i principali edifici, in gran parte purtroppo ancora inagibili a causa del sisma del 2016: la Basilica di San Benedetto di cui si sta ultimando la ricostruzione – che sorge dove si pensa fosse la sua casa natale e di cui il terremoto del 2016 ha lasciato in piedi soltanto la facciata, l’abside e parte delle navate – il Palazzo del Comune e la Castellina, una residenza fortificata che oggi è sede del Museo Civico e Diocesano. Accanto a quest’ultimo, si scorge il profilo mozzato della Cattedrale di Santa Maria Argentea, che sorge sopra un antico tempio romano. Da qui, percorrendo Corso Sertorio – la via principale lungo la quale si affacciano molti negozi – si arriva a Porta Romana, la più importante della città.
Norcia è un insieme di vicoli pittoreschi, nei quali è bello passeggiare senza meta: di tanto in tanto spuntano edifici come l’ex chiesa in stile gotico di San Francesco (sede della biblioteca comunale) con il suo bellissimo chiostro, quella della Madonna dell’Addolorata, di San Giovanni, di Santa Rita, di Sant’Agostino, e l’Oratorio di Sant’Agostinuccio. Consigliata una visita al Tempietto, piccolo monumento romanico-gotico del 1354 e una passeggiata lungo tutto il perimetro pavimentato delle mura esterne, per ammirare le porte che segnano l’accesso in città. Prendetevi infine del tempo per un’escursione al Parco dei Monti Sibillini.
Norcia conquista anche a tavola. I suoi prodotti – dal tartufo nero pregiato al prosciutto IGP, dal formaggio (caciotta, mozzarella, pecorino, scamorza, formaggi al tartufo nero e ricotta) alla lenticchia IGP, dal farro agli insaccati – sono un viaggio nella tradizione umbra e nei sapori antichi. Proprio qui nasce la norcineria, l’arte della lavorazione delle carni suine da parte del norcino, termine che in epoca medioevale veniva usato in senso dispregiativo per indicare una figura simile al chirurgo. Gli eventi da ricordare sono la Mostra Mercato del Tartufo nero pregiato di Norcia Nero Norcia (febbraio), le Celebrazioni Benedettine, (20-21 marzo), la Fioritura sulla Piana di Castelluccio (giugno e luglio), l’Estate Nursina, i Falò Ri fauni (9 dicembre), il Natale Nursino, la Pasquarella (gennaio) e il Piantamaggio (30 aprile).








