Vallo di Nera

Vallo di Nera

PROVINCIA: Perugia

WEB: sito istituzionale

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In prossimità dell’omonimo fiume, a 467 m s.l.m. sorge Vallo di Nera, centro medievale dalle caratteristiche case di pietra chiara disposte a pianta ellittica sulla collina. Il luogo fu abitato dai Naharci ancor prima che dai Romani (IV-II sec. a.C.). Con la venuta dei Cristiani la valle viene bonificata ed evangelizzata. Nel 1217 il Podestà di Spoleto concede la costruzione del castello-villaggio, il Castrum Valli, sul luogo dove sorgeva una rocca longobarda. Il castello, con l’aumento demografico, nel ‘400 e nel ‘500 si espande fuori dalle mura, con botteghe artigiane e case-torri. Petrone da Vallo nel 1523 guida la coalizione dei castelli della valle contro Spoleto, ma viene sconfitto.

L’assetto del borgo è ancora quello originario, con mura e torri; due sono le porte d’accesso – Portella e Porta Ranne – e tante le testimonianze medievali: vicoli stretti, archi, la casa-torre di Petrone e le tre chiese romaniche. San Giovanni Battista – dedicata al patrono – sul punto più alto del paese, conserva un pregevole affresco di Jacopo Siculo, pittore della cerchia di Raffaello: la Dormitio Virginis e i Santi Sebastiano e Rocco. Sul sagrato della chiesa un puteale segna l’ingresso dell’antica cisterna sottostante. La chiesa francescana di Santa Maria Assunta sorprende per gli affreschi di scuola giottesca come la Processione dei Bianchi di Cola di Pietro e il campanile turrito che suona ancora gli accordi originali. Tra i dipinti spiccano, inoltre, La Processione dei Bianchi di Cola di Pietro da Camerino, il ciclo absidale, il martirio di Santa Lucia, San Francesco e santa Caterina d’Alessandria, la Trinità con tre teste. Si accede alla chiesa dalla piazza omonima o dal piccolo chiostro conventuale. Infine, vi è la Chiesa di Santa Caterina del 1354, che oggi ospita un piccolo auditorium. All’interno vi è una bella macchina d’altare in legno intagliato e tela del XVII secolo raffigurante Lo sposalizio mistico di Santa Caterina oltre a frammenti di affreschi medievali.

Altre pitture spiccano all’interno di edifici e sulle facciate delle case, come la preziosa Madonna con Bambino e angeli reggi-cortina di via Santa Caterina. Nel vecchio palazzo comunale si trova la Casa dei Racconti, centro di raccolta della tradizione narrativa orale che contiene le Vallanate, racconti tipici di Vallo dall’origine remota. Nella stanza principale sono collocati il lampadario e l’armadio-scultura, opera dell’artista Franco Pappalardo, con cassetti e scaffali contenenti storie e oggetti. Le pareti ospitano invece affreschi del XVII secolo, foto d’epoca e leggende, favole, stornelli oltre ai versi in rima del pastore-cantastorie Riziero Flammini, continuatore della poesia pastorale in ottava rima a cui è dedicato un giardino letterario.

Fuori dalle mura si ammirano la chiesetta di San Rocco, l’Immagine delle Forche, scrigno di dipinti, l’Eremo di Sant’Antonio, ma anche vecchie botteghe artigiane, fonti e torri colombaie. A Piedipaterno sono visibili la chiesa di San Sebastiano e i resti dell’abbazia benedettina con la Chiesa di Santa Maria dell’Eremita. A Paterno, all’interno del borgo, degna di nota è la chiesa di san Bernardo, mentre a Meggiano spicca quella dedicata a San Michele Arcangelo con dipinti e un polittico cinquecentesco.

Sono celebrati eventi Fior di Cacio, il Trionfo del Bosco e la Mostra dei Presepi, mostre di prodotti locali quali tartufo nero pregiato, pecorino, olio extravergine di oliva, miele, salumi, farro, lenticchie, trote del fiume. Non perdetevi infine i piatti locali: gli gnocchi al castrato, le strengozze con gli asparagi, le cicorie, la trota tartufata, i dolci alla ricotta e la torta di Natale, con pasta sfoglia, mele cotte, frutta secca, cioccolato, cannella e noce moscata. Tra gli appuntamenti tradizionali vi è, il 5 gennaio, il canto della Pasquarella, una questua itinerante dove gruppi di cantori annunciano di casa in casa la nascita di Cristo, ricevendo doni alimentari.

Intorno a Vallo di Nera si dipana una rete fitta di sentieri da percorrere a piedi, a cavallo o in mountain bike: partono dal tracciato suggestivo della ex ferrovia Spoleto-Norcia, che incrocia la stazione di Piedipaterno, salendo al Monte Maggiore o al Monte Coscerno (1685 m.) attraverso l’altopiano dell’Immagine e il monte Beregni. Per gli amanti della natura, cacce al tartufo organizzate dalle aziende locali, escursioni sul fiume con rafting e canoe, canyonismo sul fosso di Roccagelli e passeggiate a cavallo.

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