Lugnano in Teverina
PROVINCIA: Terni
WEB: sito istituzionale
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Lugnano in Teverina sorge su di un colle roccioso a forma di luna appartenente al complesso dei Monti Amerini e, dall’alto delle sue mura, si gode di uno splendido panorama che spazia sulla valle del Tevere, il fiume che gli dà il nome bagnandone le terre. Il territorio, collinare, è il luogo ideale per coltivazioni cerealicole, per vigneti e oliveti dai quali si estrae un olio extravergine di alta qualità (Lugnano appartiene alla rete delle Città dell’Olio); l’aria sana e il clima sempre mite lo rendono un luogo ameno. Il suo primo nome documentato (nel 1290) è Lugnanum Tyburinae: l’ipotesi è che il borgo sia sorto a opera degli abitanti della sottostante valle del Tevere (Teverina) spostatisi per sfuggire alla malaria intorno al VI sec. d.C. Fin dall’epoca romana ha fatto parte del territorio amerino, come testimoniano importanti ritrovamenti archeologici nel sito di Poggio Gramignano. Il suo sviluppo sociale ed economico però avviene nel Medioevo, e culmina nella trasformazione in Comune intorno all’anno 1000. Dal XI al XIV secolo Lugnano è soggetto a vari nobili che si contendono il territorio, incaricati dai Papi della difesa di un’area che apparteneva allo Stato Pontificio. Nel 1449, su ordine di Pio II, vengono restaurate le mura e nel 1508 – in seguito ai soprusi da parte dei signori delle città circostanti – i lugnanesi istituiscono lo Statuto della Terra di Lugnano con il quale regolano ogni aspetto della vita sociale e le relazioni tra i membri della comunità.
Nel 1650 viene costruito Palazzo Pennone, dimora del governatore della Sede Apostolica fino al XVIII secolo e ora sede del Comune: la costruzione ricorda l’immagine suggestiva del pennone di una nave e svetta imponente sul borgo.
Lugnano ancora oggi è racchiuso all’interno delle mura difensive, risalenti al IX secolo; tra i suoi torrioni si può ammirare integra la Torre Palombara che, con la sua colomba bianca, ricorda che questo era il borgo dei piccioni viaggiatori. Entrando da Porta Sant’Antonio si raggiunge il centro e Piazza Santa Maria (già Platea Santa Maria) dove si affaccia la Chiesa omonima, considerata oggi monumento d’importanza nazionale: un gioiello d’arte romanica che già da solo vale il viaggio a Lugnano. La tradizione vuole che sia stata costruita sopra una precedente chiesa eretta da Desiderio, re dei Longobardi. Girovagando per il borgo ci si perde in vicoli, archi, scalinate e piazzette, come quella di Campo dei Fiori e piazza della Rocca dove si ammirare tutta la Valle del Tevere. Da visitare sono inoltre: la Chiesa di San Francesco, costruita nel 1229 nello stesso luogo dove nel 1212 il Santo di Assisi aveva predicato e compiuto un miracolo; la chiesetta di Santa Maria del Ramo o di Ramici che, isolata su un poggio, è un luogo mistico costruito agli inizi del Quattrocento. Di particolare interesse è il Museo Civico. La sua prima sezione è l’Antiquarium Comunale che raccoglie i materiali archeologici rinvenuti negli scavi della villa romana di Poggio Gramignano del I sec. a.C.: mosaici, vetri, utensili di bronzo, ceramiche e anfore, alcune delle quali usate come sepoltura di ben 47 bambini (la villa fu infatti riutilizzata nel V secolo come necropoli). La seconda è Il Museo della Grande Guerra 1915/18, tra i più importanti del centro-sud. Valgono infine una visita la Collezione Mondiale degli Olivi Olea Mundi realizzata dal CNR di Perugia e dal 3° PTA Umbria, che ospita più di 1200 piante di ulivo di oltre 400 varietà diverse provenienti da 24 stati del mondo, e le Terme di Ramici, un parco con due piscine dove sgorga acqua solfurea con importanti proprietà terapeutiche. Un ultimo suggerimento: assaggiate il biscotto di Sant’Antonio (gennaio), il bocconcello di San Francesco – una ciambella al formaggio a cui è dedicata una sagra (a ottobre) – e il pane col mosto nel periodo della vendemmia (settembre-ottobre). Il borgo si anima con manifestazioni culturali come la Festa Patronale di Santa Maria Assunta (15 agosto), il Premio Letterario Città di Lugnano (giugno) e il Presepe Vivente (dicembre).











