Rasiglia (Borgo Ospite)
PROVINCIA: Perugia
WEB: sito istituzionale
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Rasiglia è una frazione del Comune di Foligno, città ricca di arte, storia e cultura, il cui centro storico è circondato da un vasto territorio fatto di campagna, colline olivate, montagne e piccoli borghi perfettamente conservati. Tra questi, appunto, vi è Rasiglia, che dista dalla città solo 18 km.
Il borgo è situato a 648 metri di altitudine. Il suo nome significa sorgenti impetuose ed è noto infatti come il borgo delle acque, perché è attraversato dall’acqua di sorgente che in ogni angolo del paese si fa vedere o sentire.
È un luogo affascinante protetto da vincolo di interesse storico-monumentale da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed è meta di un vasto turismo, notevolmente aumentato nel corso degli ultimi anni.
L’acqua che, abbondante, attraversa l’abitato e lo caratterizza in modo unico, proviene dalla sorgente di Capovena, posta alla sommità del paese, le cui acque si raccolgono nella grande e suggestiva vasca detta La Peschiera. Altre sorgenti sgorgano però nei pressi dell’abitato: quella di Alzabove e la Venarella.
Rasiglia fu un fondamentale punto di sosta per i traffici commerciali tra Tirreno e Adriatico e luogo di importanti attività legate all’utilizzo dell’acqua, come la lavorazione delle granaglie e della lana in tutte le sue fasi (tosatura, filatura, tintura e tessitura).
Fino al primo dopoguerra gli opifici di Rasiglia hanno prodotto tessuti, non solo con la lana ma anche con la canapa coltivata in loco, raggiungendo livelli di alta qualità attraverso due poli produttivi principali: il Lanificio Tonti e il Lanificio Accorimboni.
L’importanza della lavorazione tessile per questo piccolo centro è testimoniata dalla presenza di un Parco archeologico-industriale del tessile, un luogo di conservazione dei metodi di lavorazione e dei processi evolutivi che hanno portato dall’utilizzo prima del telaio a mano, poi di quello idraulico, fino ad arrivare alla vera rivoluzione data dal telaio meccanico Jacquard, di cui un esemplare è ancora oggi ben visibile ai visitatori.
Rasiglia, dal 1258, risulta essere un castrum del Comune di Foligno. I Trinci, signori della città, dalla fine del Trecento vi sono presenti con le loro attività manifatturiere. Del loro dominio resta traccia nel rudere dell’antico castello, di cui oggi restano visibili tratti delle mura di cinta e i resti di una torre.
All’interno dell’abitato sorge la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, edificata nel 1743, che conserva opere pittoriche dello stesso periodo; poco distante vi è il Santuario di Santa Maria delle Grazie del 1450. La chiesa è a pianta quadrangolare con navata unica e un campanile a vela; al suo interno gli affreschi, databili al momento della sua edificazione, ricoprono le pareti e sono perlopiù di carattere votivo.
A seguito del sisma del 1997, Rasiglia subisce un improvviso spopolamento. Il paese resta quasi totalmente abbandonato per ben dieci anni, fino a quando nasce Rasiglia e le sue sorgenti, un’associazione di promozione sociale volta al recupero e alla valorizzazione dei beni paesaggistici e storico-antropologici del borgo. Attraverso il volontariato, il dialogo con gli anziani e la riscoperta delle antiche tradizioni, l’associazione ha lavorato per risanare le ferite di questo incredibile scrigno dell’Umbria.
Passeggiare in silenzio per le vie ascoltando il fragore delle cascate, bere acqua fresca di sorgente dalle fontanelle disseminate per le viuzze e scoprire i tesori antropologici nascosti negli opifici consentono al visitatore di apprezzare la straordinaria ricchezza di questo luogo, la cui lunga storia è potuta sopravvivere grazie all’imperituro legame tra generazioni.





